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Artist in Residence: Mieke De Maeyer

Mieke De Maeyer è un’artista visiva e imprenditrice belga con sede a Gand. Nel 2006 ha fondato Studiomie – un luogo in cui arte, estetica, forma e ospitalità si incontrano. Con una spiccata sensibilità per i dettagli, la bellezza e l’atmosfera, sviluppa progetti che risvegliano la curiosità e stimolano l’immaginazione.

Mieke lavora con tecniche artigianali e processi lenti, come la ceramica e la stampa. La sua pratica si sviluppa gradualmente ed è guidata dal materiale, dalla memoria e da un’attenta osservazione. Il suo lavoro artistico è radicato nei ricordi personali, sempre in dialogo con la natura e custodito nel suo immaginario “Memory Palace”. Durante le sue passeggiate e attraverso l’osservazione attenta dei paesaggi, raccoglie impressioni visive silenziose che riemergono nelle sue opere sotto forma di forme, texture e atmosfere.

Attraverso un linguaggio visivo essenziale e sottile, ricerca un equilibrio tra precisione e sfocatura, tra atemporalità e transitorietà, tra dimensione personale e collettiva. Nasce così un mondo silenzioso, in cui natura, tempo e memoria si intrecciano.

Mieke De Maeyer è un’artista visiva e imprenditrice belga con sede a Gand. Nel 2006 ha fondato Studiomie – un luogo in cui arte, estetica, forma e ospitalità si incontrano. Con una spiccata sensibilità per i dettagli, la bellezza e l’atmosfera, sviluppa progetti che risvegliano la curiosità e stimolano l’immaginazione.

Mieke lavora con tecniche artigianali e processi lenti, come la ceramica e la stampa. La sua pratica si sviluppa gradualmente ed è guidata dal materiale, dalla memoria e da un’attenta osservazione. Il suo lavoro artistico è radicato nei ricordi personali, sempre in dialogo con la natura e custodito nel suo immaginario “Memory Palace”. Durante le sue passeggiate e attraverso l’osservazione attenta dei paesaggi, raccoglie impressioni visive silenziose che riemergono nelle sue opere sotto forma di forme, texture e atmosfere.

Attraverso un linguaggio visivo essenziale e sottile, ricerca un equilibrio tra precisione e sfocatura, tra atemporalità e transitorietà, tra dimensione personale e collettiva. Nasce così un mondo silenzioso, in cui natura, tempo e memoria si intrecciano.

Durante il suo ultimo soggiorno all’Hotel Schwarzschmied nel periodo natalizio, le montagne innevate, il silenzio del paesaggio e l’estetica essenziale della casa hanno lasciato in lei un’impressione profonda e duratura. Queste suggestioni costituiscono la base del lavoro che ora prende forma all’interno dell’hotel.

Al centro si trovano tre opere dedicate al paesaggio – acqueforti su carta giapponese fatta a mano – che esplorano la memoria, il paesaggio e la presenza silenziosa delle montagne. Intorno ad esse, in tutta la struttura, compaiono piccole forme montuose in ceramica bianca, ciascuna riempita con fiori e erbe essiccati provenienti dal paesaggio circostante.

Le montagne bianche sono oggetti silenziosi e contemplativi. Rimandano a paesaggi interiori e invitano a proiettare su di esse i propri ricordi. In risonanza con il paesaggio alpino circostante, nasce un dialogo sottile tra il mondo interiore della memoria e le montagne esterne. Allo Schwarzschmied – un luogo dedicato alla lentezza e alla consapevolezza – accompagnano l’esperienza dell’arrivare, del percepire e del ricordare.

Durante il suo ultimo soggiorno all’Hotel Schwarzschmied nel periodo natalizio, le montagne innevate, il silenzio del paesaggio e l’estetica essenziale della casa hanno lasciato in lei un’impressione profonda e duratura. Queste suggestioni costituiscono la base del lavoro che ora prende forma all’interno dell’hotel.

Al centro si trovano tre opere dedicate al paesaggio – acqueforti su carta giapponese fatta a mano – che esplorano la memoria, il paesaggio e la presenza silenziosa delle montagne. Intorno ad esse, in tutta la struttura, compaiono piccole forme montuose in ceramica bianca, ciascuna riempita con fiori e erbe essiccati provenienti dal paesaggio circostante.

Le montagne bianche sono oggetti silenziosi e contemplativi. Rimandano a paesaggi interiori e invitano a proiettare su di esse i propri ricordi. In risonanza con il paesaggio alpino circostante, nasce un dialogo sottile tra il mondo interiore della memoria e le montagne esterne. Allo Schwarzschmied – un luogo dedicato alla lentezza e alla consapevolezza – accompagnano l’esperienza dell’arrivare, del percepire e del ricordare.